LA PARTITA

Non lo so neanch'io, come mi è venuto in mente. Non è da me. Sarà perché Piero e Gian continuavano a parlarsi addosso, un bicchiere via l'altro, tra antipasti e agnolotti, arrosto e bonet, e il mio interesse per il calcio è appena un filino più basso di quello per l'entomologia. Sarà quel capezzolo malizioso che occhieggiava sotto la garzina bianca, a anche lei aveva l'aria di annoiarsi a morte, mentre piluccava qua e là e si alzava di continuo per portare qualcos'altro o per togliere i piatti usati. O sarà l Pelaverga che fa onore al suo nome.
Fatto sta che a metà della rievocazione dell'ultima champions league, tra le immancabili certezze dei mister da salotto, mi stendo bene il tovagliolo sunne ginocchia e allungo la mano.
La reazione immediata di Alda è di scostarsi. Però, con un attimo di ritardo. Poi, mentre Piero, il marito, conciona su un rigore mancato, riaccosta il ginocchio come per caso, allungandosi sul tavolo per prendere il sale. E non lo sposta più.
Lo prendo per un incoraggiamento, e mentre la destra giocherella con il bicchiere, il mio mignolo sinistro e le altre dita si allungano lentamente sulla pelle nuda del suo interno coscia. intanto, più o meno, parliamo. Forse di film, ma non saprei dire. Sono troppo concentrato sui miei polpastrelli.
lei guarda i due ormai cotti, guance rosse di vino e occhi lucidi, e ogni tanto mi lancia un'occhiata veloce ma intensa, mentre si mordicchia l'angolo del labbro, così sensuale da provocarmi una sontuosa reazione nelle zone apposite.
Quando la partita sta per iniziare, mi offro di aiutala in cucina, tra gli sfottò dei due tifosi che si trasferiscono sul divano senza dimenticare la bottiglia.
Sotto la mini di cotone ha solo un perizoma color carne. non c'è neanche bisogno di toglierlo, basta alzare la gonna e scostarlo. Lo facciamo da dietro, lei appoggiata al lavello, con la testa girata per allungare la lingua sulla mia, io con le mani sotto la garzina ad impastarle il seno, i bicchieri che tintinnanoa ogni spinta.
Di là, la telecronaca e le voci avvinazzate dei due sportivi coprono i nostri respiri affannati. Veniamo insieme: lei getta di scatto la testa all'indietro, io rischio una testata sul naso e mi morsico il labbro per non gridare.
Ho appena chiuso la zip, quando un boato mi ghiaccia. Per un attimo ho temuto il peggio, ma è solo un gol. Schiamazzi, urla del telecronista. ora di là mi reclamano a gran voce. Un'ultima occhiata alle natiche di Alda che scompaiono sotto la mini, e mi avvio.

Vota la storia:




Non ci sono commenti

Per commentare registrati o effettua il login

LOGIN
REGISTRATI

Errore

Hai dimenticato la password? Errore
Attendere prego
Registrati ora!