• Pubblicata il:
  • Autore: GINO IL POLLO
  • Categoria: Racconti orge
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DELITTO E CASTIGO – prima parte – Rovereto (TN)

Ciao piccoli trasgressivi. Faccio il gigolò da 6 anni e voglio raccontare una storia vera del 2018. Io e altri due colleghi siamo stati ingaggiati da un ex maresciallo dei carabinieri in pensione. Lui aveva 72 anni e la moglie 51. La differenza di età era notevole e ci aspettavamo di dover accontentare la moglie, magari davanti alla mummia del marito che non riusciva più a soddisfarla sessualmente. All'arrivo, lui ci ha offerto della birra e ci ha dato tre buste in anticipo. Era in giacca e cravatta, molto gentile, ma io avrei dato qualsiasi cosa per restare mezz'ora da solo con sua moglie, una matura femmina altoatesina con forme generose e mammelle ancora sode perchè senza figli.
Elvira, questo era il suo nome, si è avvicinata a noi con timidezza e ci ha chiesto di ballare a turno con lei. Si trattava di musica disco e di lenti strappalacrime degli anni '70. Abbiamo fatto tutti una figura di merda, eppure, mentre danzava coi suoi piedi pestati e assassinati dai miei, la sentivo strofinare il pube contro di me al ritmo di “E tu” di Baglioni.
Io e i miei colleghi gigolò avremmo continuato a ballare per tutto il tempo, ma la sorpresa è arrivata poco dopo, quando la mummia ci ha invitato a sederci a tavola. Come dire, mi sentivo come a una cena di un giorno di festa. Da una parola all'altra, il vecchio ha cominciato a essere più severo e autoritario. Amava profondamente la moglie, non c'era nessuno che potesse sostituire il suo ruolo di marito, quello che stava accadendo era un compromesso per entrambi. Nel frattempo, ho raggiunto Elvira sotto il tavolo, ginocchio contro ginocchio, ma aveva gli occhi tristi. Il maresciallo ha detto che era il compleanno di lei e che il nostro compito era quello di farla divertire. Poi, il suo tono di voce è improvvisamente cambiato. Ci ha guardato con occhi furiosi come un pazzo, ha estratto una pistola dalla giacca e ci ha vomitato addosso tutto il suo odio dicendo che sapeva quello che avevano in testa sua moglie e i nostri cazzi. Mi tremavano le gambe, gli altri due boys cazzuti erano terrorizzati come bambini. Elvira ha reagito, pregandolo di non sparare, ma il maresciallo le ha chiuso la bocca minacciandola con la pistola.
- Lasciate che vi dica il motivo per cui vi ho chiamato: voglio ottenere vendetta! Vendetta su questa donna che era una squallida meretrice, una escort come si dice oggi, cioè una puttana, schiava di un pappone che ho arrestato 30 anni fa, così è diventata mia moglie. Il 2 febbraio del 2018, l'ho beccata a letto con un ragazzo sconosciuto. L'ho perdonata, ma la cosa si è ripetuta con altri uomini ancora, ancora e ancora! Non sono riuscito a spararle, ma non posso nemmeno vivere con le corna. Adesso ho deciso di lasciarla vivere nel peccato, ma voglio essere io a gestirlo. Consumerò la sua sporca coscienza con la morte di un giovane innocente, e poi mi suiciderò. Ecco perché siete qui... Guardando la sua arma, ho sentito dei brividi freddi sulla schiena. Eravamo in tre, tutti boys alle prime armi, abbiamo bevuto e, improvvisamente, ho sentito il mio cervello stordito. Il vecchio bastardo ci aveva drogato e ci invitò a far divertire sua moglie, ordinandole di spogliarsi. Lara, con gli occhi per terra, si tolse i vestiti e rimase nuda davanti a noi, mentre suo marito ci chiese chi voleva essere il primo. Ci ha minacciati, di nuovo con la pistola e ci ha fatto togliere mutande e calzoni. Il vecchio cominciò a ridere.
- Che cos'avete? Non vi piace la fica usata? Forza, provatela, magari prima tu...
Disse al mio collega biondo. Lui le si avvicinò, le baciò le tette, le toccò la fica, il culo, ma invano. Aveva troppa paura e non riusciva a drizzare. Anche a me è successo lo stesso. Avevo una donna viva e vogliosa tra le braccia, ma il mio cazzo sembrava morto. 

CONTINUA

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